
Langhe, terra di tradizione e di innovazione. Proprio qui, dove sono custoditi alcuni fra i più prestigiosi vitigni al mondo e una tradizione secolare legata alla produzione enoica, nasce il Museo del Barolo. La location non è a caso: le cantine del Castello Falletti di Barolo dove la marchesa Julia Colbert ‘creò’ il vino Barolo, destinato a diventare il vino ufficiale della Corte dei Savoia. L’apertura del museo, nell’estate 2010, è l’occasione giusta per partire alla scoperta delle colline, così amate da Cesare Pavese, e conoscerne gli scorci più suggestivi, le tradizioni e gli antichi castelli.
L’allestimento del museo è stato affidato al celebre architetto François Confino, autore ad esempio dello straordinario intervento scenografico che ha interessato la Mole Antonelliana di Torino per ospitare il Museo nazionale del Cinema. È stato prefigurato un percorso di visita che, sviluppandosi in senso discendente lungo i cinque piani del castello, per oltre 2.700 metri quadrati di superficie, condurrà il visitatore in una sorta d'immersione nell'universo enoico, in un viaggio ideale dall'astratto al concreto.
La visita parte dalle sale del piano nobile del castello, dove viene rievocato il profondo legame che da sempre unisce il vino Barolo alla famiglia Falletti. Con un ascensore si viene quindi condotti al terzo piano, in cui più spiccato è il carattere evocativo e visionario dell'allestimento, a cui è affidato il compito di creare suggestione nel visitatore per colpirlo emotivamente e invogliarlo a conoscere i segreti e le particolarità del vino barolo. Si prosegue quindi al secondo e al primo piano dove è dato particolare rilievo al ruolo ricoperto dalla vite e dal vino nella storia, alla loro dimensione simbolica, passando attraverso tutte le arti e le discipline che con il vino mantengono un legame profondo: musica, letteratura, teatro, cinema, arti figurative, per finire con la più ‘gustosa’ delle arti, quella culinaria, in una sezione dove sarà un piacere sperimentare aromi e profumi.
Il viaggio attraverso la tradizione del vino e la storia del vino Barolo si concluderà negli spazi del secondo piano interrato. L'Enoteca Regionale del Barolo, verrà ristrutturata in maniera tale da farne uno spazio di educazione alla degustazione del vino e al tempo stesso un luogo di aggregazione per i visitatori. Un ambiente accogliente, curato nell'arredamento e nelle luci, ricco d'indicazioni sul ‘buon bere’ e di notizie sul territorio del Barolo. Una vera casa dell’enoturista da cui partire all’esplorazione dei tanti itinerari locali, con le prelibate delizie gastronomiche e non solo…
Per saperne di più: www.barolodibarolo.com